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Change readiness

Una competenza necessaria per vivere nelle organizzazioni di oggi: la “change readiness” (la capacità di saper affrontare e reggere il cambiamento organizzativo).

Di cosa si tratta? E’ una capacità misurabile e successivamente sviluppabile con azioni specifiche.

La valutazione può avvenire in sede di selezione e-o di assessment del potenziale con strumenti specifici.

Mentre per farla evolvere e renderla una qualità che accomuna tutta l’azienda è necessario costruire un ambiente adatto che contenga le paure e stimoli la determinazione nel volersi confrontare col cambiamento. Questo può avvenire se si pone attenzione particolarmente a come potrà essere :

  • percepita da parte dei collaboratori l’adeguatezza della scelta di cambiamento richiesto;
  • percepito il supporto manageriale ottenibile;
  • percepita l’efficacia personale, cioè la capacità di apprendere le conoscenze per affrontare il cambiamento previsto;
  • valutato il valore per sé, cioè quanto ciascuno possa riconoscere che la fatica dell’apprendimento richiesto possa tradursi in un passo  personalmente vantaggioso.

Una prima risposta per affrontare con efficacia la situazione, richiede due azioni concomitanti:

  • La comunicazione, cioè la disponibilità a comunicare con chiarezza dove si vuole andare, indicando la distanza tra dove si è e ciò che si vuole raggiungere.
  • La costruzione di un clima adeguato di fiducia (non solo formale) nelle capacità attuali e di apprendimento dei collaboratori basato sul coinvolgimento operativo a livello del singolo.

Questo secondo punto può venire gestito tramite l’utilizzo del piano di miglioramento individuale, volto a stimolare e far crescere la change readiness attraverso uno strumento semplice, ma di forte influenza se applicato con determinazione.

Esempio dei suoi contenuti: obiettivi di apprendimento/miglioramento, tempi (non oltre 6 mesi), spazi di verifica e di scambio di feedback tra capo e collaboratore. Pur nella sua semplicità, tale dispositivo aiuta la persona ad auto-osservarsi nella crescita delle proprie competenze e nel poter fare dei periodici esami di realtà della situazione, potendo meglio comprendere la situazione e crescere in auto-consapevolezza.

Al termine è da prevedersi una valutazione complessiva che permetta di condividere l’apprendimento e la trasformazione avvenuti, così da continuare nel percorso.

Questa modalità operativa può essere applicata in realtà di qualsiasi dimensione e area di business, le esperienze positive sono ormai numerosissime, ma presenta alcuni punti di attenzione nel processo di applicazione: la coerenza dello stile del capo e la sua determinazione nell’applicare questo approccio oltre ad una cultura via via sempre più disponibile al feed back. Se questi aspetti non sono decisamente garantiti, l’esercizio diviene inutile confermando che l’organizzazione o il capo, al di là delle dichiarazioni, non sono “ready to change”.

Daniela Patruno – Senior Consultant